mercoledì 23 e giovedì 24 gennaio 2019 - ore 21

NEBBIA IN AGOSTO

(Nebel im August) Regia: Kai Wessel - Sceneggiatura: Holger Karsten - Fotografia: Hagen Bogdanski - Montaggio: Tina Freitag - Interpreti: Ivo Pietzcker, Sebastian Koch, Thomas Schubert, Fritzi Haberlandt, Henriette Confurius, Branko Samarovski, David Bennent, Karl Markovics - Germania 2016, 126', Good Films.

Ernst Lossa è uno jenisch, uno zingaro tedesco di 13 anni. Nella Germania nazista, la sua indole "asociale e ribelle", fa sì che il ragazzo sia rimbalzato da un istituto all'altro sino all'ospedale psichiatrico di Kaufbeuren. Il direttore dell'ospedale, all'apparenza gentile, è un convinto seguace delle teorie eugenetiche sostenute dal Führer. Ernst si troverà a proteggere i piccoli ospiti disabili dell'istituto, considerati dal direttore e dai suoi infermieri inutili ostacoli nel programma di liberazione della Germania dall'invalidità fisica e mentale.

Tra gli indicibili crimini contro l'umanità perpetrati dal nazismo, ancora poco si sa dello sterminio di oltre 200.000 persone - tra cui 5000 bambini e ragazzi - disabili o ritenute incurabili e incapaci di lavorare, avvenuto tra il 1939 e il 1944 proprio nei luoghi di cura, soprattutto psichiatrici, col pretesto di una pietosa eutanasia ma con lo scopo di depurare la razza ariana dagli elementi considerati nocivi. Una rupe Tarpea (?), gestita col rigore, la precisione e l'assoluta freddezza di un meccanismo che sapeva di poter contare sulla collaborazione di molti volenterosi carnefici. (?) Questa tragedia è stata ignorata (?) fino a quando non sono stati aperti gli archivi delle cliniche e non è stato reso noto questo ennesimo capitolo dell'orrore. È degno di nota il fatto che il medico che, dal 1980 al 2006, ha gestito la clinica psichiatrica in cui è avvenuta la storia di Ernst Lossa, ha fatto da consulente al film. Se l'Italia, infatti, non ha ancora fatto i conti col suo passato, la Germania lo sta già facendo da un pezzo ed è particolarmente significativo che arrivi proprio da lì, sulla scorta di un libro del giornalista e sceneggiatore Robert Domes, un film importante come Nebbia in agosto che ci fa conoscere una delle tante e terribili storie vere che si sono svolte ai margini dei campi di sterminio. (Daniela Catelli, www.comingsoon.it)

La storia di Ernst Lossa è ancora più disturbante perché è vera, non solo in quanto il ragazzino jenisch è realmente vissuto e ha davvero affrontato la degenza nell'ospedale psichiatrico di Kaufbeuren pur non soffrendo di alcuna disabilità fisica o mentale, ma anche in quanto mostruosità come il decreto Eutanasia o la legge sulla Salvaguardia della salute ereditaria del popolo tedesco sono davvero esistite. Nebbia in agosto racconta la sua parabola agghiacciante con una cura estetica che la rende ancora più atroce, e contrappone all'ideale di purezza nazista l'essenzialità poetica delle sue immagini desolanti. È la storia del coraggio indomito di un'anima limpida il cui atto massimamente rivoluzionario è chiedere conto delle nefandezze perpetrate a chi detiene su di lui diritto di vita e di morte. Perché Nebbia in agosto parla soprattutto di responsabilità individuale, di scelte autonome, dell'opportunità di non rispondere sempre e comunque "sissignore" (che in tedesco è il terrificante "jawhol!") davanti agli ordini, anche quelli più insensati. Con mano registica salda e narrazione fluida, Wessel lascia che al centro della trama giganteggi un ragazzino ingestibile dalla testa rasata, un Franti capace di grandi gesti di pietà ed empatia. Il suo è un film bello e terribile che lascia dentro un profondo senso di disgusto ma anche di speranza davanti a ciò che l'essere umano può essere e soprattutto diventare. (Paola Casella, www.mymovies.it)