mercoledì 17 e giovedì 18 ottobre 2018 - ore 21

NICO, 1988

Regia e sceneggiatura: Susanna Nicchiarelli - Fotografia: Crystel Fournier - Montaggio: Stefano Cravero - Interpreti: Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Sandor Funtek II, Thomas Trabacchi, Karina Fernandez, Calvin Demba - Italia/Belgio 2017, 93', I Wonder Pictures.

Gli ultimi anni di vita di Christa Päffgen, in arte Nico. Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna la cui bellezza era indiscussa, Nico vive una seconda vita quando inizia la sua carriera da solista. Qui seguiamo gli ultimi tour di Nico negli anni '80: anni in cui la "sacerdotessa delle tenebre", così veniva chiamata, liberata del peso della sua bellezza ha iniziato a ricostruire un rapporto con il figlio. Con Nico,1988 sarà proiettato il corto Quasi eroi di Giovanni Piperno (17')

Il film si apre con Christa bambina che guarda da lontano i bagliori di una Berlino che brucia sul finire della seconda guerra mondiale. Quelle luci di distruzione lontane favoriranno la percezione e la condivisione delle tenebre esistenziali che costituiranno la base della sua produzione artistica così come rimarrà indelebile, divenendo a tratti un modo di nutrirsi vorace, il ricordo della fame sperimentata allora. Ma quella bambina, che come giovane donna ha a lungo sopportato l'essere associata ai Velvet Underground, a Lou Reed e ad altre star prima di vedersi riconosciuto un proprio status, è divenuta un'icona della controtendenza musicale e continua ad esserlo in un periodo (quello in cui la incontriamo nel film) in cui la discomusic domina il mercato musicale. Porta però dentro di sé una duplice sofferenza: la dipendenza dall'eroina e il senso di colpa per essersi fatta sottrarre il figlio appena nato essendo comunque consapevole di non essere in grado, all'epoca, di dargli ciò che un piccolo esige da una madre. Giancarlo Zappoli, www.mymovies.it)

Quando si parla del binomio genio e sregolatezza, così come dei tormenti privati di grandi artisti sul viale del tramonto, il rischio dei cliché e dei sentieri già battuti è sempre dietro l'angolo; ma Nico, 1988, pur inserendosi appieno nel suddetto filone, può contare comunque su una capacità di messa in scena che aggira il rischio di un'eccessiva convenzionalità, evitando al contempo derive patetiche e sbavature melodrammatiche. (?) Fra concerti, baruffe dietro e davanti le quinte e affettuose 'spaghettate' notturne, il film ci mostra la Nico degli anni Ottanta in un implicito ma incessante confronto con il passato. Un confronto che, sapientemente, la Nicchiarelli non esprime con il facile espediente dei flashback, ma sfruttando al meglio le sfumature e i dettagli: che si tratti di un fugace commento su un'infanzia trascorsa in una Berlino sotto le bombe o del peso iconografico di un'artista che si rifiuta di farsi trattare come un pezzo da museo. Così come le performance di Nico non fungono da meri inserti riempitivi, ma assumono di volta in volta un preciso valore narrativo, ricreando suggestioni e stati d'animo della ex Chelsea Girl: che si tratti di uno dei suoi cavalli di battaglia, quella These Days scritta apposta per lei da Jackson Browne, o di un'emozionante cover di Nature Boy. Se dunque l'approccio di Susanna Nicchiarelli risulta nel complesso più che lodevole, la forza di Nico, 1988 è legata in egual misura anche a una Trine Dyrholm in stato di grazia: all'attrice danese bastano infatti sguardi e movenze per restituire l'intransigenza, i demoni interiori e la sferzante ironia della sua protagonista, regalando un'interpretazione da applausi. (Stefano Lo Verme, movieplayer.it)