Le nostre recensioni

La vie d'Adèle - Chapitres 1 & 2

Regia: Abdellatif Kechiche - Francia 2013.

L'AMORE HA L'AMORE COME SOLO ARGOMENTO

In nessun momento de La vita di Adèle arriviamo ad ascoltare le parole "Je t'aime". Eppure, forse, in vita mia non ho visto sul grande schermo un altro amore più palpabile e più reale di questo, che potrebbe uscire dal corpo di Adèle per incarnarsi in un ulteriore personaggio: di fatto, nel vero protagonista. Può darsi che a Kechiche manchi un po' di capacità di sintesi - come già in Couscous - e forse la storia avrebbe potuto durare quasi mezz'ora in meno senza perdere nulla di essenziale; tuttavia, la presenza di Adèle Exarchopoulos sullo schermo è talmente intensa e magnetica che diventa atemporale, come una pittura di Klimt, che tanto piace ad Emma. L'amore qui è una chimica sempre sul punto di esplodere, è pelle e carne, e lo sarebbe anche senza le scene di sesso; d'altro canto, però, come avrebbe potuto fermarsi agli sguardi e ai primissimi piani di labbra che fremono? O esprimersi attraverso la rappresentazione convenzionale (e sostanzialmente vuota) della sessualità a cui il cinema ci ha abituato?

Il sesso è esplicito perché lasciare implicita una simile tensione erotica sarebbe stato come negare la sua naturalezza. No ha nulla a che vedere con la pornografia: solo gli ipocriti e i repressi chiamano pornografia ciò che essi non sono capaci di vivere in modo pieno e naturale. Al di là delle polemiche intorno alla rappresentazione del sesso, mi pare significativo (e degno di applauso) che il regista ci racconti un amore omosessuale come racconterebbe un amore eterosessuale, come a dire: "Sì, sono lesbiche [bisessuali, in realtà], e allora?". Nella prima parte della storia, Kechiche descrive sì (e lo fa con straordinaria sensibilità) le frustrazioni di un'adolescente alla ricerca della propria identità sessuale, ma poi non sviluppa il racconto intorno a quel dato o alle sue implicazioni sociali (a parte una breve scena), bensì intorno alla passione, l'amore, la vita di coppia, il conflitto, il dolore.

Kechiche ha voluto fare il primo passo in un territorio sconosciuto e quasi futuristico, dove non sia più necessario spiegare o sottolineare l'omosessualità per raccontare una storia d'amore tra due persone dello stesso sesso. Perché, per citare De André, "l'amore ha l'amore come solo argomento".
AndreA