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Solo Gli Amanti Sopravvivono

- Regia:Jim Jarmusch - USA 2013.

Quando un regista come Jim Jarmusch decide di scrivere e dirigere un film sulla storia d'amore di due vampiri, la curiosità inizia ad insinuarsi nella mente di qualsiasi spettatore.
Come potrà, un regista noto per le sue visioni indipendenti e particolari, riproporre un tema di cui si è ampiamente abusato negli ultimi anni?

Jim Jarmusch risponde a questa domanda con il film "Solo gli amanti sopravvivono" (titolo originale "Only lovers left alive"), che narra la storia di una coppia di vampiri Adam (Tom Hiddleston) e Eve (Tilda Swinton). Sebbene sposati da centinaia di anni, i due vivono in continenti diversi fino a quando Eve non deciderà di raggiungere Adam, in piena crisi esistenziale.
A complicare queste già tormentate esistenze arriverà la sorella di Eve, Ava.

La regia, marcata da inquadrature poco convenzionali e ricercate, rispecchia il carattere dei due protagonisti, che si muovono con notevole disinvoltura in un ambiente raffinato e decadente, progettato intorno a loro nei minimi particolari.
Qui, tra quartieri di periferia abbandonati e musica underground, verranno alla luce un po' alla volta i demoni che li affliggono.

Infatti, nonostante i problemi pratici dovuti alla loro natura, ciò che più li tormenta sono i loro drammi interiori: incapaci di costruire qualsiasi rapporto con gli umani, ormai preda della superficialità e dell'autodistruzione e per questo chiamati "zombie", i due non possono fare altro che osservare la desolazione moderna che li circonda.

A completare questo senso di sospensione del tempo, interviene la fotografia, cupa e allo stesso tempo molto nitida, che con i suoi giochi di luci e ombre rimanda ai quadri dell'Ottocento.

Gli amanti delle Lettere e delle Scienze apprezzeranno gli scambi di battute dei due protagonisti, che citano continuamente grandi scrittori e scienzati dei secoli passati di cui hanno spesso incrociato le esistenze. Sebbene questo espediente faccia sorridere, risulta con l'avanzamento della storia un po' ripetitivo e gli esperti del settore non mancheranno di notare alcune inesattezze.

Nonostante il film sia curato nei minimi particolari, dall'interpretazione degli attori (una nota di merito va a Mia Wasikowska, che interpreta in maniera magistrale l'odiosa sorella di Eve) alle location utilizzate, si nota l'assenza di un'idea centrale.
Si ha infatti l'impressione che Jarmusch si sia più focalizzato sull'omaggiare alcune opere di culto ( la decandenza gotica che permea tutto il film rimanda fortemente a "Intervista col Vampiro" e alcuni, nelle scene finali, sovrapporranno il vagare disperato dei due protagonisti per le stradine di Tangeri a quello di John Malkovich ne "Il tè nel deserto", per citare alcuni esempi) che a comunicare una propria visione.

La conseguenza è di trovarsi di fronte ad un film tecnicamente ineccepibile e suggestivo ma che risulta in conclusione più evocativo che innovativo.
Antonella Verderosa