Le nostre recensioni

SION SONO al TFF

Sono Sion restituisce al cinema occidentale quello che Tarantino ha preso in prestito dal cinema orientale con Kill Bill (Emanuela Martini, TFF)

Sono Sion, “il signore del caos”, per parafrasare il titolo del film al quale sta lavorando da tempo, The Lords of Chaos, è venuto di recente a Torino. L’abbiamo incontrato venerdì 25 novembre al cinema Massimo, insieme alla sua attrice Kagurazaka Megumi, in occasione di Suicide Club, primo dei suoi film in proiezione quest’anno sugli schermi del festival torinese. Il Torino Film Festival gli ha infatti dedicato nella sua 29ma edizione la rassegna “Rapporto Confidenziale”, ampia retrospettiva della sua opera: dai primi cortometraggi come Ore wa Sono Shion da!! / I am Sion Sono! (1985) o Ai / Love (1986), ai film che lo hanno reso famoso, Noriko no shokutaku / Noriko’s dinner table (2006), Ai no mukidashi / Love exposure (2008), Tsumetai nettaigyo / Cold Fish (2010) e Koi no tsumi / Guilty of Romance (2011).

I temi che Sono affronta sono quelli dell’identità, soprattutto, delle famiglie disfunzionali, dell’alienazione. L’analisi di Sono porta dritto ad una società votata alla produttività, ben poco disponibile a considerare sensibilità ed inclinazioni umane, in cui la stessa identità dei personaggi è frutto di torbidi giochi di rappresentazione. Ero rimasta a suo tempo folgorata da Cold Fish e da Noriko, in particolare; al Torino Film Festival ho avuto l’occasione di apprezzare anche Koi no Tsumi/ Guilty of Romance: mi fa piacere ricordare allora una sequenza da questo film, tra le tante memorabili del cinema di Sono. Quella in cui Mitsuko, figura femminile sfaccettata, docente universitaria altera e intellettuale che vende il proprio corpo in sordidi e decadenti anfratti, coinvolge nella propria discesa agli inferi della depravazione anche l’innocente casalinga Izumi. Attira la donna in un edificio diroccato dove sta per avere un incontro con un “cliente” e, mentre lentamente si sfila l’abito svelando un corpo filiforme e androgino, rivolge il suo sguardo alla ex-timida casalinga. I riflessi degli occhi pesantemente truccati sono neri e brillanti mentre con le mani fa il gesto di invitarla nel suo mondo accattivante di lussuria.
Ecco. É lo sguardo torbido e invitante di Sono, del suo cinema intriso di energia e potenza, ma anche di disperazione, che va dritto al cuore dell’immaginario dello spettatore.

Il regista, disponibile e gentile, sempre con l’immancabile cappello nero, alla conferenza stampa ha anche accennato ad un futuro progetto per un remake torinese del suo Noriko. Sarebbe davvero una splendida occasione per poter ospitare uno dei più interessanti e controversi registi degli ultimi tempi.
Claudia Bertolè

Approfondimenti sull’opera di Sono e sui singoli film nel libro “Il signore del caos – il cinema di Sono Sion” a cura di Dario Tomasi e Franco Picollo, pubblicato dal gruppo Sonatine in collaborazione con il Torino Film Festival, in occasione della rassegna. Disponibile su www.ilmiolibro.it e www.feltrinelli.it