giovedý 29 novembre 2018 - ore 21

S└MI BLOOD

(Sameblod) Regia e sceneggiatura: Amanda Kernell - Fotografia: Sophia Olsson - Montaggio: Anders Skov - Interpreti: Lene Cecilia Sparrok, Mia Erika Sparrok, Maj Doris Rimpi, Julius Fleischandrl, Olle Sarri, Hanna Alstr÷m, Malin CrÚpin, Andreas Kundler, Ylva Gustafsson - Svezia 2017, 110', Cineclub Internazionale.

Una vecchia signora di nome Christina fa ritorno nella sua terra d'origine per il funerale di sua sorella. Un lungo Flashback ci racconta di quando si chiamava Elle Marja ed era una ragazzina di quattordici anni appartenente alla comunitÓ dei Sßmi, i "nativi" dell'estremo nord svedese. Esposta al razzismo coloniale di quegli anni, la ragazza sognava una nuova vita e un mondo in cui non doversi sentire diversa. Per ottenerlo dovette per˛ tagliare ogni ponte con la sua famiglia, con la cultura della sua gente e diventare un'altra? Dalle esperienze di vita reali vissute dalla nonna dell'autrice.

Elle Marja (?), insieme alla sorella Njenna, viene inviata in un collegio per imparare la lingua e la cultura svedese. Mentre la sorellina non riesce adattarsi e soffre di nostalgia, Elle Marja, intelligente e sveglia, Ŕ la prima della classe e desidera ardentemente essere uguale a tutti gli altri svedesi. Ma scoprirÓ il razzismo e i pregiudizi che gravano sul suo popolo. I Sami sono considerati selvaggi, alla stregua di attrazioni da circo, buoni solo per accoglienze folkloristiche e fotografie sui libri di antropologia. La ragazza vorrebbe proseguire gli studi ma la sua insegnante le chiarirÓ subito che i Sami hanno il cervello troppo piccolo per farcela da soli, nel mondo. Ma la nostra eroina, una ragazza-bambina di piccola statura ma con gli occhi pieni di fuoco, non si arrenderÓ facilmente. Costretta a bruciare i suoi abiti Sami, a strappare dal cuore le sue radici, a rinnegare l'amata sorella e cancellare tutto ci˛ che Ŕ, pur di diventare quel che vuole e che sente di avere il diritto di essere. Nulla, neppure le profonde umiliazioni di essere stata misurata e schedata, secondo la genetica razzista coloniale degli anni Trenta, potranno toglierle il posto che la ragazza vuole nel mondo. Cambiare identitÓ, negare il passato, cambiare nome. Ogni gesto Ŕ carico di dolore, e la giovane regista Amanda Kernell, alla sua opera prima, lo sa raccontare. La sua regia si accorda con la recitazione di Lene Cecilia Sparrok, misurata e al contempo esplosiva e va di pari passo con la bellezza dei panorami svedesi, composti, freddi eppure immensi e indomiti. (Emanuela Di Matteo, www.silenzioinsala.com)

L'esordio cinematografico di Amanda Kernell ci addentra in una storia di emancipazione femminile durante il colonialismo svedese del XX secolo che vide la popolazione lÓppone oggetto di discriminazioni sotto una vera e propria ideologia razziale. Attraverso il desiderio di libertÓ di Elle Marja, ragazzina appartenente alla comunitÓ sßmi e cresciuta tra allevatori di renne, indagheremo il suo sogno di normalitÓ e diritti: invitata a frequentare una scuola dedicata alla sua 'razza' e privata di ogni speranza verso un futuro pi¨ congeniale a lei, Elle Marja deciderÓ di fuggire e tentare ogni via possibile per dimostrare al mondo che la sua dignitÓ e volontÓ non possono trovare freno in alcuna etichetta. Anche a costo di disconoscere le sue stesse origini. (?) La Kernell firma il suo debutto con una pellicola di sublime eleganza che incanta e devasta l'animo. Scenari di sconfinata bellezza si alternano al dramma di un'esistenza sofferta e mutilata, tramutando il dolore in una forma di furioso coraggio che acceca e rapisce. (Silvia Bertollini, www.sentieriselvaggi.it)