giovedì 31 gennaio 2019 - ore 21

THE SQUARE

Regia e sceneggiatura: Ruben Östlund - Fotografia: Fredrik Wenzel - Montaggio: Jacob Schulsinger - Interpreti: Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Læssø, Linda Anborg, Emelie Beckius, Denise Wessman, Jan Lindwall, John Nordling, Annica Liljeblad - Svezia/Danimarca/USA/Francia 2017, 142', Teodora Film.

Christian dirige un museo d'arte contemporanea a Stoccolma. Una mattina, mentre va al lavoro, soccorre una donna e si scopre derubato del telefono e del portafoglio. Al museo, intanto, si sta lavorando all'inaugurazione di una mostra, che prevede l'installazione dell'opera "The Square": un quadrato all'interno del quale tutti dovrebbero avere uguali diritti e doveri. Quando Christian decide di mettere una lettera, in cui reclama quanto gli è stato rubato, nelle buche del condominio in cui pensa risiedano i ladri, innesca una serie di conseguenze che spingono la sua esistenza nel caos. Palma d'oro a Cannes 2017.

The Square non si contenta di proporre una facile satira del mondo dell'arte moderna e contemporanea. Il film ha come antieroe Christian, il conservatore danese di un museo di Stoccolma, afflitto da difficoltà di carattere personale e professionale, ma non butta in derisione né lo snobismo degli artisti e dei galleristi né le opere concettuali stesse che hanno un ruolo più o meno centrale nel corso della vicenda. Il problema non è questo. L'universo dell'arte contemporanea è considerato come una lente per osservare i difetti della nostra società occidentale. Östlund intende parlare della responsabilità comune, e ci invita a interrogarci in rapporto agli altri, alla morale e alle questioni umanitarie. (?) Il film procede per strati successivi, ma anche per blocchi autonomi che rappresentano dei veri e propri film nel film, come la sequenza già da antologia dell'uomo scimmia. Una performance nell'ambito di un pranzo molto chic organizzato dal museo, semina lo scompiglio tra gli invitati prima di degenerare in pugilato. Una scena kubrickiana che fa scontrare gli istinti primitivi e la vernice della civiltà. La dimostrazione di Östlund non è mai professorale, e bisogna riconoscere al regista svedese un formidabile senso dell'humour, sia visuale sia verbale. The Square è una commedia acida interpretata da attori eccellenti, che riescono a incarnare e a rendere vivo un progetto sperimentale che avrebbe potuto restare solo un tentativo teorico. (Sergio Baldini, www.nocturno.it)

O?stlund alza l'asticella della sfida: se in Forza maggiore metteva un nucleo familiare di fronte a una valanga, reale e metaforica, che li travolgeva, qui il fattore scatenante e? un banalissimo furto che induce il protagonista, esempio di una certa apparente perfezione da salotto, a tirar fuori la "bestia", quella voglia ancestrale di prevalere e sanare il torto subito con una vendetta spropositata. Ne nasce un percorso narrativo kafkiano, dove rispetto all'assurdo dell'ironia feroce di eventi e reazioni dell'opera precedente, si fa largo una dialettica piu? profonda tra cio? che si e? e cio? che si pretende di essere, tra gli obblighi di chi vuole essere un giusto e cio? che si ritiene giusto, tra l'arte che si prende ogni tipo di liberta?, ma poi non e? capace di sopportarla quando questa gli si rivolta contro. (?) The Square e? una riflessione straordinaria su chi siamo, su cio? che puo? provocare la volonta? di essere altro e non riconoscere cio? che abbiamo dentro. Una confessione masturbatoria al cellulare, solitaria e solipsistica, diventa cosi? la sintesi tragicomica di chi vorrebbe illuminare di bello il mondo, ma scopre di essere spento dentro. (Boris Sollazzo, www.rollingstone.it)