mercoledì 10 e giovedì 11 ottobre 2018 - ore 21

TONYA

(I, Tonya) Regia: Craig Gillespie - Sceneggiatura: Steven Rogers (III) - Fotografia: - Nicolas Karakatsanis - Montaggio: Tatiana S. Riegel - Interpreti: Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Paul Walter Hauser, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Mckenna Grace, Bojana Novakovic, Caitlin Carver, Amy Fox, Evan George Vourazeris, Joshua Mikel - USA 2017, 121', Lucky Red.

Sofferente d'asma e forte fumatrice, poco amata dai giudici di gara che non la ritenevano un modello da proporre, Tonya Harding è stata una grande pattinatrice, la prima donna americana ad eseguire un triplo axel. Tonya fu radiata dalle gare in quanto ritenuta complice di un'aggressione alla rivale Nancy Kerrigan, che venne colpita alle gambe da uno sconosciuto assoldato dal suo ex-marito.

Tonya era la figlia del mito targato Ronald Reagan, di quel liberismo che avrebbe rilanciato il sogno americano. Non a caso la foto del presidente compare anche sul muro di un garage, per ricordare che se un attore poteva sedersi nello Studio Ovale, anche una ragazza di Portland sarebbe arrivata alle olimpiadi. Lei non è la principessa di una favola per bambini, i risultati li ottiene col sangue e con le urla di una madre che non accetta il fallimento. A tre anni, Tonya è già schiava delle sue passioni. Il "sergente in gonnella" che la mantiene ha costruito una campionessa in miniatura, che non può abbandonare la pista neanche per andare in bagno. (?) Il film di Craig Gillespie punta il dito contro una società di maschere, che si preoccupa solo dell'apparenza. (?) La Federazione deve promuovere un'atleta che sia un esempio sano per il Paese, non una ribelle che insulta i giudici durante la gara e sembra uno scaricatore di porto nei modi e nel linguaggio. L'immagine è essenziale, il talento passa in secondo piano. I media plasmano gli eventi, non si interrogano sulle cause o sui drammi che hanno preceduto la follia: per fare audience bisogna alzare il volume, sembra gridare il regista. (?) La macchina da presa è il primo inquisitore: non abbandona mai Tonya, non la lascia respirare. I carrelli la inseguono sulla pista nelle sue indimenticabili evoluzioni, i primi piani catturano i falsi sorrisi alla fine di ogni gara, quando lei vorrebbe piangere di dolore perché, in realtà, è sola. (?) Tonya riesce anche a far ridere a denti stretti e racconta la parabola di una vita turbolenta, di una donna forte che non è mai riuscita a essere l'eroina che tutti volevano. Gillespie chiede ai suoi attori di sfondare la quarta parete, di parlare al pubblico attraverso delle interviste girate per l'occasione, giocando con il documentario e la commedia amara. I generi si fondono, i sogni s'infrangono, mentre l'incontenibile Tonya ci stupisce con un altro triplo axel. (Gianluca Pisacane, www.cinematografo.it)

Non era facile riuscire a sfornare un film così corposo, ricercato e divertente basandosi sulla storia della Harding, ma Craig Gillespie con I, Tonya ha saputo sfruttare un cast stellare e una visione virtuosa della vicenda per regalare al pubblico uno dei migliori biopic degli ultimi anni. (?) A spiccare su tutto e tutti è una grandiosa Margot Robbie nei panni della protagonista. Nascondendo sotto un trucco importante i suoi perfetti e bellissimi lineamenti, l'attrice è riuscita a calarsi perfettamente in una parte molto complessa, dove a venire fuori doveva essere soprattutto una forte determinazione. La Robbie è così stata capace di indossare i pattini della controversa atleta, sfigurando nell'aspetto ma entusiasmando finalmente nella recitazione, mai così potente e sentita. (Luca Ceccotti, cinema.everyeye.it)