mercoledì 28 novembre 2018 - ore 21

"Deutsch Kino"
in collaborazione con il Goethe-Institut Turin

TRA DUE MONDI (Zwischen Welten)

Regia e sceneggiatura: Feo Aladag - Fotografia: Judith Kaufmann - Montaggio: Andrea Mertens, Hansjörg Weißbrich (Mitarbeit) - Interpreti: Ronald Zehrfeld, Mohsin Ahmady, Saida Barmaki, Abdul Salam Yosofzai, Burghart Klaußner, Pit Bukowski, Felix Kramer, Tobias Schönenberg, Roman-Timothy Rien, Ali Reza - Germania 2014, 103'.

Jesper è un soldato dell'esercito tedesco che si presenta volontario per una missione in Afghanistan, nonostante abbia perso il fratello durante un'operazione nel paese dilaniato dalla guerra. A lui e alla sua truppa viene affidato l'incarico di proteggere un avamposto in un piccolo paese dalla crescente influenza dei talebani. Con l'aiuto del giovane e inesperto interprete afgano Tarik, Jesper cerca di conquistare la fiducia della comunità locale e delle milizie alleate afgane. Quando le vite di Tarik e di sua sorella sono minacciate dai talebani, Jesper si trova a dover fare i conti con gli ordini dei suoi superiori e con la sua coscienza?

Il film è stato girato nei luoghi originali, a Kunduz e Mazar-i-Sharif, così come in vari luoghi di ripresa in Germania, in lingua tedesca, inglese, dari e pashto. Opera seconda della regista del pluripremiato Die Fremde, il film fa emergere le molte contraddizioni di un intervento militare a fini umanitari. Zwischen Welten ha festeggiato la sua prima mondiale in occasione della Berlinale del 2014.

Chiunque creda che l'intervento militare occidentale in Afghanistan sia un'enorme perdita di tempo e spreco di vite avranno probabilmente la loro opinione confermata da Zwischen Welten, un bellissimo film d'autore che porta il pubblico dietro le quinte di un'unità dell'esercito tedesco che difende un villaggio dagli attacchi dei talebani. Un altro spettatore potrebbe invece obiettare che la regista Feo Aladag mostra esattamente il contrario e cioè l'urgente necessità della cooperazione occidentale e afgana per vincere il conflitto, in un momento in cui le truppe tedesche si preparano a ritirarsi dal paese dopo più di un decennio. Questi molteplici punti di vista sono inevitabili in un film che diluisce la sua durezza passando alternativamente dai tedeschi agli afghani, lasciando, così, il dramma nella terra di nessuno. (Deborah Young, The Hollwood reporter)

Il caldo con temperature fino a 55 gradi, la paura dei soldati durante le operazioni, la comunicazione difficile con gli alleati afghani, la situazione quasi disperata dell'interprete delle truppe locali - tutto ciò viene percepito dal pubblico. (...) Il film di Aladag non si interroga primariamente sul senso della missione dell'esercito tedesco. La registra indirizza invece lo sguardo dello spettatore sulle persone che ogni giorno devono mettere in pratica le decisioni politiche. Ciò che emerge è soprattutto il senso di impotenza - di tutte le parti coinvolte. (dpa)

Zwischen Welten ha la forza di plasmare l'immagine di questa guerra per anni. (Der Spiegel)

Al concorso della Berlinale Zwischen Welten ha suscitato grande entusiasmo. (...) Un film realizzato in modo superbo. (...) La regista mette in risalto con estrema finezza le tensioni umane e culturali. (Neue Zürcher Zeitung)