giovedì 18 e lunedì 29 aprile 2019 - ore 21

UNA DONNA FANTASTICA

(Una Mujer Fantástica) Regia: Sebastián Lelio - Sceneggiatura: S. Lelio, Gonzalo Maza - Fotografia: Benjamín Echazarreta - Montaggio: Soledad Salfate - Interpreti: Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Amparo Noguera, Aline Kuppenheim, Antonia Zegers, Roberto Farías, Nicolás Gil Saavedra, Néstor Cantillana, Sergio Hernández Alejandro Goïc - Cile/Germania/Spagna/USA 2017, 104', Lucky Red.

Santiago del Cile. Marina e Orlando sono innamorati e vivono insieme. Lei lavora come cameriera e adora cantare. Il suo compagno, di 20 anni più grande, ha lasciato la sua famiglia per lei. Una sera Orlando colto da un malore, precipita per le scale di casa e muore. Lei si trova di fronte alle domande sgradevoli di un'ispettrice di polizia, mentre la famiglia di Orlando, la esclude dal funerale e le intima di lasciare l'appartamento, che apparteneva all'uomo. Marina è un transgender e la famiglia del defunto non approva la sua identità. Ma Marina è forte e, con la stessa energia che ha utilizzato per il diritto a essere donna, combatte a testa alta per il diritto di vivere il proprio lutto.

Il regista cileno, nato nel 1974, è al quinto lungometraggio, il secondo distribuito in Italia dopo l'ottimo Gloria (2013). Con Una donna fantastica, premiato al festival di Berlino dove ha vinto l'Orso d'argento per la miglior sceneggiatura (?) realizza un gioiello di leggerezza e profondità su questioni importanti grazie al ritratto di un personaggio spinto da una gran voglia di trovare un posto nel mondo, di definirsi, animato da un'urgenza che lo spinge a farsi valere a ogni costo malgrado i tanti ostacoli che la società frappone. Una società moderna nei comfort, nelle architetture e nelle tecnologie, ma che nei rapporti umani funziona ancora in gran parte seguendo schemi antiquati. (?) Una donna fantastica racconta la storia di Daniel, anzi di Marina (interpretata dalla cantante lirica transgender Daniela Vega) come chiede instancabilmente a tutti di essere chiamata questa transessuale di 27 anni, ancora in una fase di passaggio giuridico e forse anche fisico da uomo a donna (Lelio, è importante notarlo, fa in modo che l'ambiguità resti). Ma se a un certo momento la questione non venisse fuori nemmeno ce ne accorgeremmo. A vedere Marina con il ben più maturo compagno Orlando si pensa a una bella coppia con una bella differenza d'età, null'altro. (?) Ci voleva una transgender per offrirci uno dei personaggi femminili più forti, umani e meglio definiti del cinema degli ultimi anni: una donna fantastica. (Francesco Boille, www.internazionale.it)

La Marina di Daniela Vega è la migliore delle compagne, la migliore delle vedove, la migliore delle amiche e la migliore delle donne. È saggia, paziente e discreta, e la sua discrezione è la migliore delle armi: dimostra la miseria intorno a lei ed evidenzia il lato ipocrita e gretto dell'essere umano. Ci sentiamo in imbarazzo per tutti i cretini con cui ha a che fare. E questo è il vero punto di forza della pellicola. Una Mujer Fantastica con classe, soppesando le parole, evitando scene che esibiscono troppo ci colpisce e forse riesce ancor meglio nell'intento di farsi udire dai sordi. È un'opera bella per la sua sobrietà e per il modo discreto con cui ci ricorda che violare la dignità di un essere umano non ci rende migliori, mortificare e negare l'altro da noi è sinonimo di pochezza e inizia davvero a stancare. Una Mujer Fantastica è una di quelle piccole perle che ci ricordano perché amiamo kermesse come la Berlinale. (?) È un film drammatico, fine, garbato, da vedere. Vissia Menza, www.masedomani.it)