mercoledì 30 gennaio 2019 - ore 21

"Deutsch Kino"
in collaborazione con il Goethe-Institut Turin

YELLA

Regia, soggetto e sceneggiatura: Christian Petzold - Fotografia: Hans Fromm - Montaggio: Bettina Böhler - Interpreti: Nina Hoss, Devid Striesow, Hinnerk Schönemann, Burghart Klaußner, Barbara Auer, Christian Redl - Germania 2007, 88'.

Yella vuole andarsene da Wittenberge dove è fallita la ditta di suo marito Ben e dove il suo matrimonio è naufragato in modo drammatico. Vuole andare all'Ovest, dove, dicono, ci sia lavoro e futuro. Il giorno della sua partenza Ben l'aspetta per accompagnarla alla stazione, ma hanno un incidente e finiscono nel fiume Elba. Yella riesce a salvarsi e a continuare il suo viaggio verso Hannover dove trova un'opportunità come assistente di uno spregiudicato giovane manager. Anche se non ha alcuna esperienza di affari ad alto rischio, Yella scopre di avere un innato talento nel negoziare accordi con imprenditori senza scrupoli?

Un capolavoro di stile (...). Con intense immagini oniriche Petzold attira verso piste sbagliate, mette le ali alla fantasia dello spettatore, mantiene la densità dell'atmosfera fino alla dissoluzione più che sorprendente. Yella - fantastica Nina Hoss - è una che vive sul filo del rasoio. Come un fantasma, un'ombra, si muove nel mondo del capitale di rischio fatto tutto di vetri specchiati. E il ruolo di Philipp è un'ennesima prova magistrale di Devid Striesow. (Abendzeitung München)

La bellezza del film di Petzold sta nel modo inscindibile in cui egli riesce a collegare i fatti personali e politici: il suo film non tratta solo del capitalismo moderno, ma anche di come esso penetra nel modo di camminare, nei gesti e nei movimenti delle persone. (Welt am Sonntag)

Le nuove realtà si scontrano con la nostra anima demodé. Dell'amore ai tempi del capitale di rischio trattano tutti i film di Petzold. Qui si scontrano mondi diversi. (?) In Yella con grande bravura egli riesce a rendere visibile tutta la dimensione della nostra esistenza, il suo lato diurno e quello notturno, raccontando una storia sempre plausibile. Spetta a ciascuno di noi entrare o meno nei mondi simbolici che porta con sé. Tuttavia, se si osa fare il passo, allora ha inizio una pericolosa spedizione nel Cuore di tenebra di Conrad. (Neues Deutschland)

Il film di Christian Petzold è un thriller metafisico curato nei minimi dettagli e densamente intrecciato che lo conferma come uno dei migliori registi della generazione di mezzo. (Variety)

Un vero e proprio motivo di gioia è l'Orso d'Argento per Nina Hoss, non solo perché così si rende onore alla finezza interpretativa di un'attrice, ma anche perché Petzold si occupa dei conflitti contemporanei, senza accontentarsi di soluzioni cinematografiche scontate. Quanto più understatement egli pretende da sé, dalla sua messa in scena e dai suoi attori, tanto più in Yella si può sperimentare una rara esperienza: si vede un film che lavora con l'intelligenza dello spettatore, non contro di essa. (Die Tageszeitung)

Yella è un film nel quale si mescolano la precisione di un Godard con la fantasia del primo Wenders, uno sguardo francese con una sensibilità tedesca. Quindi una cosa molto improbabile che riempie di felicità. (Frankfurter Allgemeine Zeitung)