NORIMBERGA
mercoledì 31 marzo e giovedì 1 aprile 2027 - ore 21
Regia e sceneggiatura: James Vanderbilt - Fotografia: Dariusz Wolski - Montaggio: Tom Eagles - Interpreti: Rami Malek, Russell Crowe, Richard E. Grant, Michael Shannon, Leo Woodall, Colin Hanks, John Slattery, Wrenn Schmidt, Lotte Verbeek, Mark O'Brien, Andreas Pietschmann, Steven Pacey, Lydia Peckham, Donald Sage Mackay, Wolfgang Cerny - USA 2025, 148’, Eagle Pictures.
L’elemento che rende interessante il film di Vanderbilt (…) è certamente il rapporto fra lo psichiatra Kelley e Göring, che si eleva a simbolo dello scontro/incontro fra visioni del mondo, paradigmi storici, fragilità umane. L’indagine psicologica della mente malvagia si avvicina più all’analisi motivazionale dei serial killer che al concetto di banalità del male proposto da Hanna Arendt. Con un’impostazione rigorosa di scrittura e regia e nutrito dalle interpretazioni potenti di Russell Crowe (che recita anche in perfetto tedesco), Rami Malek e Michael Shannon, il film procede inizialmente lungo due linee narrative, - la fattibilita del processo e l’approccio psichiatrico – per poi confluire nel teatro processuale vero e proprio, dove l’interrogatorio dell’alto funzionario nazista è informato in tempo reale come un drammatico tesissimo atto unico. La tensione crescente include gli aspetti emozionali del caso, scespirianamente incoraggiati dalla catarsi, dalla visione dei reali filmati sulla scoperta dei lager nazisti. Il punto, la dolorosa attualità e l’apice terminale del film é ciò che lo rende dialogante col pubblico contemporaneo, specie quello statunitense: alla provocazione utopistica, per cui il processo di Norimberga fu fatto ”affinchè non si ripeta più”, la dolente quanto tragica risposta proviene da Kelley, ridotta a inascoltata voce nel deserto e a un destino parallelo a Göring: “i nazisti sono e saranno in tutto il mondo, anche in America”. Per quanto patinato nella ricostruzione e per certi aspetti didattico nella narrazione, questo ennesimo lungometraggio su Norimberga ha le sue ragioni di esistere. (Anna Maria Pasetti, VivilCinema)
Tratto dal libro del 2013 di Jack El-Hai "The Nazi and the Psychiatrist: Hermann Göring, Dr. Douglas M. Kelley, and a Fatal Meeting of Minds at the End of WWII", Norimberga mette (…) in scena il rapporto tra Hermann Göring e lo psichiatra dell'esercito statunitense il tenente colonnello Douglas Kelley. (…) Il film cerca (…) di dialogare anche con l'oggi, con le domande senza risposta su come sia stato possibile raggiungere l'abisso della Shoah. In un'epoca, la nostra, in cui continuano altri genocidi, la responsabilità, anche nel diritto internazionale, dei crimini di guerra rende Norimberga un film che pone lo spettatore di fronte all'orrore con la riproposizione dei filmati girati dagli Alleati quando sono stati liberati i campi di concentramento. È una visione - sempre insostenibile ma da guardare con occhi ben aperti - oggi ancora più fondamentale perché ci stiamo allontanando da quegli anni e siamo anestetizzati da quelli odierni. (Pedro Armocida, www.mymovies.it)