Suburbana Collegno

I PECCATORI

mercoledì 14 giovedì 15 ottobre 2016 - ore 21

(Sinners) Regia e sceneggiatura: Ryan Coogler - Fotografia: Autumn Durald Arkapaw - Montaggio: Michael P. Shawver - Interpreti: Michael B. Jordan, Hailee Steinfeld, Jack O'Connell, Wunmi Mosaku, Delroy Lindo, Lola Kirke, Jun Li Li, Jayme Lawson, Omar Benson Miller, Deneen Tyler - USA 2025, 137’, Warner Bros.

Due fratelli gemelli, pur di lasciare il Mississippi, hanno affrontato le trincee europee della Grande Guerra e poi, hanno cercato di farsi strada nella malavita di Chicago. Tornati nella regione natia, con un discreto bottino, alla ricerca di un nuovo inizio, scopriranno che un male ancora più grande è pronto ad accoglierli nuovamente.

I peccatori trova la propria originalità nel rivolgere l’attenzione alla “musica del diavolo”, il blues, declinato non solo come componente della cultura afro, ma come ponte di collegamento con un mondo soprannaturale. (…) Il grande merito di Coogler (…) è di essere riuscito a immortalare l’unione di una comunità e un contesto storico nei minimi particolari, ricostruendo credenze e pratiche popolari, mescolandole a espedienti narrativi puramente funzionali, come i vampiri, per dare vita a un film pulp. La ricerca di autenticità (…) si spinge fino alla tipica caratterizzazione gotico sudista dei personaggi. Questo è il filtro che utilizza Coogler per rimpastare il genere horror in una chiave moderna, mostrando ambizione e audacia nell’intrecciare elementi storici, spirituali e soprannaturali. (Steven Orlando, www.cinema4stelle.it)

Certo, ci sono i vampiri. Ma I peccatori è soprattutto un film sul razzismo, sulla discriminazione e su cosa significa essere “altro” in America. Coogler mette sullo stesso piano afroamericani, irlandesi e nativi Choctaw, mostrando come le loro culture si siano mescolate nella musica del Delta blues. «C’è una connessione tra quello che abbiamo vissuto noi – noi come afroamericani strappati con la forza dall’Africa – e l’esperienza degli irlandesi costretti a lavorare terre ricche che non potevano possedere», ha spiegato il regista. (…) Il film non dà risposte facili. Mostra un mondo in cui bianchi poveri, neri, cinesi e irlandesi lottano per sopravvivere sotto sistemi diversi di oppressione. E pone interrogativi profondi su cosa si è disposti a sacrificare per la libertà in una società così disumana. (…) Quando un film ottiene 16 nomination agli Oscar, c’è un motivo. (…) La sceneggiatura è stratificata, ricca di dialoghi che fanno ridere e poi spezzano il cuore. Come quella scena in cui Smoke spara a un compagno, gli chiede come sta e questo risponde: «Stavo meglio prima che mi sparassi nel sedere!». La fotografia (…) cattura la luce dorata e opprimente del Mississippi, rendendo i campi di cotone allo stesso tempo bellissimi e minacciosi. I costumi (…) ricreano gli Anni 30 con precisione maniacale, aiutando così a dare profondità ai personaggi. E poi c’è la musica. (…) Sammie suona la chitarra e improvvisamente appaiono sullo schermo i suoi antenati africani, artisti funk del futuro, ragazze che ballano hip-hop. È un montaggio surreale che fa capire come il blues non sia solo musica, ma la spina dorsale della cultura nera americana, il filo che collega generazioni e continenti. Ma forse la ragione più importante per cui I peccatori ha conquistato l’Academy, è che non si accontenta di essere un buon film di genere. Coogler ha detto che voleva riportare al cinema quella sensazione di sorpresa totale, quel momento in cui si esce dalla sala pensando: «Ma cosa diavolo ho appena visto?» (Sara Sirtori, www.amica.it