CROSSING ISTANBUL
mercoledì 23 e giovedì 24 settembre 2026 - ore 21
(Crossing) Regia e sceneggiatura: Levan Akin - Fotografia: Lisabi Fridell - Montaggio: Levan Akin, Emma Lagrelius - Interpreti: Mzia Arabuli, Lucas Kankava, Deniz Dumanlı, Nino Karchava, Levan Bochorishvili - Georgia/Turchia/Svezia/Danimarca/Francia 2025, 106’, Lucky Red.
Un film che si muove con la delicatezza di un ricamo e la forza di un fiume in piena. Non si tratta di una semplice storia di riunione familiare, bensì di un’esplorazione profonda e intima dell’identità, della memoria e della complessa relazione tra passato e presente, narrata attraverso lo sguardo di una donna che naviga tra le acque agitate di una cultura in transizione. La scelta di Istanbul come scenario non è casuale; la città, crocevia di culture e di storie, diventa un personaggio a sé stante, un labirinto di strade tortuose e di anime tormentate che rispecchiano il viaggio interiore di Lia. (…) Akin evita accuratamente ogni forma di moralismo o di giudizio, lasciando che siano le azioni dei personaggi a parlare da sole, creando uno spazio per l’empatia e la comprensione. Ci si ritrova, così, a seguire il percorso di Lia e Tekla con una curiosità che rasenta la partecipazione emotiva, quasi come se fossimo noi stessi a vagare per le strade di Istanbul, alla ricerca di qualcosa di perduto, qualcosa che risuona in profondità dentro di noi. (…) Crossing Istanbul è un film che lascia il segno. Un’opera intensa, intima e profondamente emozionante, che si distingue per la sua sensibilità, la sua delicatezza e la sua capacità di esplorare temi complessi con una rara profondità. Un lavoro che si inserisce perfettamente nella tradizione del cinema turco contemporaneo, andando a intrecciare i temi più classici della ricerca identitaria con quelle che sono le problematiche più attuali e urgenti della società del ventunesimo secolo. (…) E, in una certa misura, richiama la capacità di Fatih Akin di rappresentare la società turca con un occhio attento e compassionevole, pur senza evitare di affrontare tematiche delicate e difficili. (Marco Belemmi, www.filmalcinema.com)
Levan Akin, regista svedese, figlio di una famiglia emigrata dalla Georgia durante il controllo sovietico, realizza un film intelligente che racconta il viaggio di Lia (…) che parte per Istanbul insieme ad Achi, fratello fannullone di un suo ex alunno, per cercare la nipote Tekla, trans cacciata di casa dai suoi genitori incapaci di accettarla. Lia vuole rimediare agli errori del passato, quelli della sua famiglia e della sua comunità. (…) Akin, a sei anni dal precedente And Then We Danced, mette al centro del suo ultimo film i temi dell’identità, dell’appartenenza, della memoria e della ricerca di libertà personale, in un contesto di trasformazioni sociali e lungo una linea di confine, tra Georgia e Turchia (…) Un film asciutto, desaturato, che si regge su tre interpreti di grande spessore, capaci di dare vita a personaggi profondamente diversi per età, temperamento e visione del mondo, ma accomunati da una naturalezza mai artificiosa. (Matteo Di Maria, wwwsentieriselvaggi.it

