Suburbana Collegno

LA TORTA DEL PRESIDENTE

mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre 2026 - ore 21

(Mamlaket al-Qasab) Regia e sceneggiatura: Hasan Hadi - Fotografia: Tudor Vladimir Panduro - Montaggio: Andu Radu - Interpreti: Banin Ahmad Nayef, Sajad Mohamad Qasem, Waheed Thabet Khreibat, Rahim AlHaj - Irak, Qatar, USA 2025, 102’, Drammatico, Lucky Red.

Mentre la popolazione dell’Iraq degli anni ’90 lotta per sopravvivere alla guerra e alla carestia, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio preparare una torta per festeggiare il compleanno del Presidente Saddam Hussein. Nonostante le sue preghiere di non essere scelta, la piccola Lamia di 9 anni viene sorteggiata per questo ‘prestigioso’ compito. Giunta in città con la nonna, sfuggirà al suo controllo per cercare gli ingredienti necessari per la torta. Insieme al suo amico Saeed e al suo gallo andrà incontro a una serie di peripezie a volte avventurose a volte pericolose, ma anche buffe riuscendo alla fine, forse, nel suo intento.

Con La torta del Presidente, Hasan Hadi trasforma un ricordo d’infanzia legato al regime di Saddam Hussein in un racconto di rara precisione morale e formale, dove la dittatura si manifesta non soltanto nella violenza esplicita del potere, ma nella colonizzazione del quotidiano, della fame, del linguaggio, perfino dell’infanzia. Ne nasce un’opera prima sorprendentemente matura, sospesa tra favola ferita, realismo naturalistico e racconto di formazione rovesciato, capace di tenere insieme durezza politica, grazia visiva e tremore umano senza mai cedere né al simbolismo esibito né alla retorica della denuncia. (...) (Francesco Puma, www.quinlan.it)

(…) In un'epoca in cui tanti cineasti, anche espertissimi, sentono il bisogno di spiegare ogni cosa, forse poco fiduciosi delle capacità intellettive del loro pubblico, Hasan Hadi, nel suo debutto, non aggiunge una parola di troppo e lascia invece che siano le immagini a fare il racconto e gli spettatori a formulare le loro considerazioni. Un'immagine in particolare, quella di Saddam Hussein, è ovunque nel film - muri, scuole, manifesti, statue-, quasi un santo protettore, eppure il paese è abbandonato a se stesso e, a proteggere Lamia e la gente come lei, non c'è nessuno. (Marianna Cappi, www.mymovies.it