Suburbana Collegno

GIOIA MIA

mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre 2026 - ore 21

Regia, sceneggiatura e montaggio: Margherita Spampinato - Fotografia: Claudio Cofrancesco - Interpreti: Aurora Quattrocchi, Marco Fiore, Camille Dugay Comencini, Martina Ziami, Clara Salvo, Renata Sajeva, Concetta Ingrassia, Giuseppina Cardella, Giuseppina Cammareri, Gaspare Gruppuso - Italia 2925, 90’, Fandango.

Nico, bambino moderno e vivace. Cresciuto in una famiglia laica, è costretto a passare l'estate in Sicilia, ospite di un'anziana zia molto religiosa. A casa della donna non c'è il wifi né l'aria condizionata, e si mangiano prelibatezze a cui il suo palato non è ancora pronto. Col passare dei giorni, tra litigi, scoperte e segreti svelati, tra loro nasce una complicità autentica, fatta di piccoli gesti e silenzi condivisi.

Con la limpidezza di un apologo ben riuscito, la regista avvicina una lente d'ingrandimento emotiva al trauma dei due personaggi principali, uno radicato nel passato e l'altro (il distacco dalla babysitter prediletta) che brucia di un dolore molto presente. È un elemento drammatico che il film prende ammirevolmente sul serio, ingigantendolo come se lo spettatore stesso ci fosse dentro. Al tempo stesso lo circonda di elementi di commedia, soprattutto grazie al colore dei personaggi di contorno e al forte senso di luogo legato alla verticalità del palazzo, nonché alle note da romanzo di formazione, con il piccolo (e iper-consapevole) Nico alla ricerca di un'inevitabile sintesi culturale e personale. (Tommaso Tocci, www.mymovies.it)

La zia, quasi infastidita dalla venuta del nipote e con un passato da nascondere, prova a piegarlo, spingendolo nel suo mondo di spiriti e angeli. Lentamente nascerà un legame inaspettato e profondo. (…) È un viaggio nel tempo, in cui in un luogo apparentemente fermo nello spazio piomba la fanciullezza, la freschezza di sguardo. L’antico fare cinema sembra davvero guidare la mano della regista che nei meandri del passato imbastisce una lotta con la modernità e la tecnologia. Si cede alla nostalgia del racconto, quel sentimento per cui l’estate è appunto l’approdo più efficace, tra il sospeso e il temporaneo: tutto è in divenire, trasformazione, spinta a cercare una risposta. Resta sicuramente un sapore piacevole in fondo alla storia, anche per la capacità dell’autrice di muoversi con leggerezza e tatto tra le ferite della vita e la spensieratezza della gioventù. (Leonardo Lardieri, www.sentieriselvaggi.it)