Suburbana Collegno

I COLORI DEL TEMPO

mercoledì 24 e giovedì 25 febbraio 2027 - ore 21

(La Venue de l’Avenir) Regia: Cédric Klapisch - Sceneggiatura: Cédric Klapisch, Santiago Amigorena - Fotografia: Alexis Kavyrchine - Montaggio: Anne-Sophie Bion - Interpreti: Suzanne Lindon, Philippine Leroy-Beaulieu, Cécile de France, Vincent Perez, Vassili Schneider, François Berléand, Julia Piaton, Sara Giraudeau, Vincent Macaigne, Paul Kircher - Francia 2025, 126’, Teodora Film.

Nella Francia di oggi, un gruppo di sconosciuti viene riunito in quanto discendente di Adèle, donna di fine ottocento che dalla Normandia era partita alla volta di Parigi in cerca della madre che l'aveva abbandonata. Dovendo ispezionare la casa in rovina di Adèle per decidere cosa fare della proprietà, gli emissari del gruppo ricostruiscono il lontano passato della loro famiglia. Parallelamente, durante la Belle Époque, Adèle si avventura nella grande città scoprendo una capitale nel vortice del cambiamento, tra zone ancora rurali e i salotti della borghesia moderna, e tra le arti figurative e l'avvento della fotografia.

Un'opera che sfrutta l'alternanza temporale per mettere in mostra una lucida riflessione sull'arte e una meditazione poetica su come il futuro possa essere pensato, e idealizzato, soltanto guardando a quel passato che gioco-forza l'ha forgiato. (…) Un racconto che sceglie un approccio contemplativo, ricco di suggestioni pronte a radicarsi e crescere con lo scorrere dei minuti nella mente e nel cuore dello spettatore, senza accorgersene sempre più rapito da questo tourbillon di eventi che spaziano da un'epoca all'altra, con le due realtà narrative che si ibridano in maniera armoniosa, sostituendosi a volte anche direttamente l'una all'altra. (…) Un cinema al contempo popolare e raffinato quello di Cédric Klapisch, che ci accompagna nella Parigi di ieri e di oggi con un tocco delicato, visivamente avvolgente nei suoi colori caldi e accesi e romanticamente trasognato. Se a funzionare meglio è la parte ambientata nel passato, il presente con le sue frenesie e idiosincrasie è comunque specchio necessario, non soltanto per logiche narrative ma anche a livello di atmosfere e sensazioni, che evolvono e si aggiornano a cavallo tra i secoli. (Maurizio Encari, www.movieplayer.it)

È una commedia, I colori del tempo, all’interno di un film originale, che regala un intrattenimento piacevole senza alzare la voce, con palese divertimento e la sincera curiosità di avventurarsi in anni cruciali per lo stesso cinema. Siamo nel 1895, proprio quando la nuova arte azzardava i primi vagiti, ma soprattutto la fotografia sembrava poter dominare il racconto visivo, soppiantando e addirittura decretando la morte della pittura. (…) Klapisch si diverte a inserire mostri sacri dell’arte nel cammino di Adèle, da Victor Hugo a Monet, mentre il gruppo dei contemporanei, generazioni e malinconie diverse, indagano su alcune opere ritrovate nella casa abbandonata che rappresenta il lascito che dovrebbero dividersi, mentre da quelle parti non vedono che loro la vendano, per permettere di costruire sul terreno un modernissimo centro commerciale. (…) Adèle ha il fisico dinoccolato di Suzanne Lindon, in questo omaggio alla Parigi di ieri, ma anche al disincanto meno magico di oggi, in cerca di quella solidarietà fra esseri umani che rappresenta una delle stelle polari del cinema di Klapisch. (…) Un ennesimo inno alla vita che, (…) in un’epoca ripiegata su sé stessa, suona anche come un invito non pedante a guardarsi indietro, per avere consapevolezza piena del proprio futuro. (Mauro Donzelli, www.coomingsoon.it