SORRY, BABY
mercoledì 5 e giovedì 6 maggio 2027 - ore 21
Regia e sceneggiatura: Eva Victor - Fotografia: Mia Cioffi Henry - Montaggio: Alex O’Flinn, ACE, Randi Atkins - Interpreti: Eva Victor, Naomi Ackie, Louis Cancelmi, Kelly McCormack, Lucas Hedges, John Carroll Lynch - USA/Spagna/Francia 2025, 103’, I Wonder Pictures.
L’aspetto positivo di Sorry, Baby è che la regista e sceneggiatrice non ha voluto focalizzarsi solamente sul trauma subito da Agnes, che sarebbe stato facile, ma fin troppo banale. Sono molteplici le tematiche affrontate nel corso della pellicola, tematiche che colpiscono poichè reali e vicine al sentito e al trascorso di ognuno di noi. Il passaggio dal mondo degli studi alla vita vera, la scoperta di sè e la crescita a livello affettivo, la costruzione di una famiglia e il relativo possibile trasferimento in un’altra città, i rapporti umani in senso più generico. Il cinismo e il sarcasmo con cui Eva Victor affronta tutto questo crea un’atmosfera amichevole e semplice, ma allo stesso tempo brillante e toccante. Sorry, Baby è un esordio alla regia che colpisce nel profondo lo spettatore, tenendolo incollato allo schermo, immerso in una storia che si divide tra delicatezza ed ironia, creando un contrasto e una dualità che sono semplicemente brillanti. Eva Victor (…) affronta tematiche di vita più o meno comuni, senza mai spingere in maniera forzata sul trauma e sul pathos, ma creando un clima veritiero. (Laura Maddalozzo, www.redcapes.it)
A differenza di tanti altri film che hanno raccontato cosa succede dopo un evento traumatico in maniera lineare, ascendente, come se ci fosse sempre e necessariamente un picco di dolore e poi un lento ma costante miglioramento, Eva Victor, forse perché mossa da ispirazione autobiografica, sa bene che non esiste alcuna linearità nel processo di guarigione e sulla base di questa consapevolezza, struttura il suo film. (…) L'unicità di Victor sta nel suo riuscire a rispettare quel dramma, quella violenza, la sua pervasività senza perdercisi dentro. Agnes, e con lei anche Lydie, non si arrendono mai a questo, usano l'ironia come arma o come scudo per difendersi da chi le sminuisce e invalida i loro sentimenti. La commedia è potere nelle mani di Eva Victor per scoprire ogni sfumatura della sua Agnes, capace di fare battute amare mentre si fa visitare dopo la violenza o dalla invidiabile faccia di bronzo mentre nasconde palesemente un gattino sotto la maglia, in un supermercato. (…) Un film lucido, snello e intelligente sulla possibilità di accogliere una versione di se stessi, restaurata e diversa da ciò che si sognava ma altrettanto valida. (Chiara Nicoletti, www.movieplayer.it


