Suburbana Collegno

UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA

mercoledì 12 e giovedì 13 maggio 2027 - ore 21

(One Battle After Another) Regia e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson - Fotografia: Michael Bauman - Montaggio: Andy Jurgense - Interpreti: Leonardo DiCaprio, Benicio Del Toro, Sean Penn, Regina Hall, Teyana Taylor, Wood Harris, Alana Haim, D.W. Moffett, Chase Infiniti - USA 2025, 162’, Warner Bros. Pictures.

Dal romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon. Bob è un ex rivoluzionario che ha vissuto le sue battaglie negli anni '70. Ora è paranoico e tossicodipendente. Quando un nemico del passato, un colonnello razzista capo di un gruppo di suprematisti bianchi, rapisce sua figlia Wilma, Bob raduna i vecchi compagni del gruppo “French 75” per cercare di salvarla. Con loro, rischiando la vita, si ritrova in sitazioni violente…

Un’opera incendiaria e irresistibile: tra rivoluzione e melodramma familiare, satira e tragedia, un film che spaventa e diverte, galvanizza e disarma. (…) Politicamente affilato senza mai essere moralista, Anderson costruisce un racconto ricco di azione che una volta ingranata la marcia, non si ferma più, e che sa alternare l’epica incendiaria a momenti di comicità folgorante. È un film che ha la forza delle proprie convinzioni: ride, sì, ma ride con i denti stretti, perché dietro la risata c’è la vertigine dell’analisi spietata sugli Stati Uniti che non sono mai stati tanto sull’orlo del collasso. Eppure Paul Thomas Anderson non cede mai alla tentazione del pamphlet: i suoi personaggi restano al centro, con le loro fragilità, i loro fallimenti, le loro ombre. La rivoluzione resta sempre e comunque un fatto umano, prima che politico. E proprio per questo Una battaglia dopo l’altra è forse il film più radicale della sua filmografia: se Il petroliere era una tragedia americana, se The Master era un duello filosofico, se Licorice Pizza era una lettera d’amore adolescenziale, qui c’è tutto, tutto insieme: manifesto, farsa, melodramma, satira, epopea familiare, tragedia contemporanea. È l’atto con cui Anderson accetta il caos del presente e lo trasforma in Cinema purissimo. Esattamente quel tipo di ossessione che sogniamo di poter chiamare “film dell’anno”. O forse del decennio. (Benedetta Bragadini, www.rollingstone.it)

Un film dall’anima politica, che mette in luce problemi attuali degli Stati Uniti - razzismo, fanatismo, disparità sociale, immigrazione, corruzione - utilizzando generi diversi, senza restare intrappolato in un solo registro, il tutto condito da un brillante humour nero. Paul Thomas Anderson accompagna lo spettatore in un viaggio serrato e senza pause, dove ogni scena sorprende e diverte, con un umorismo calibrato e una narrazione chiara e incisiva. Ci guida dentro l’America contemporanea senza moralismi, mostrando personaggi complessi le cui contraddizioni emergono continuamente, rendendoli profondamente umani. (…) Con un ritmo narrativo impeccabile, questo film di 160 minuti cattura lo spettatore dall’inizio alla fine. Il regista orchestra un’opera vivace e coinvolgente, capace di mescolare i generi con naturalezza e di immergerci in un universo ricco di personalità e figure memorabili. (…) La critica alla società e alla politica americana resta sullo sfondo, ma il regista non esita a osservare ogni lato della questione, trasformando l’umorismo in un’arma narrativa affilata. Paul Thomas Anderson firma un’opera intensa e sorprendente, tra satira, azione e dramma politico: segue rivoluzionari tormentati in un’America divisa, mostrando contraddizioni umane e sociali con interpretazioni attoriali straordinarie. (Gabriella Saraullo, www.madmass.it