Suburbana Collegno

MIO FRATELLO E’ UN VICHINGO

Mercoledì 18 e giovedì 19 novembre 2026 - ore 21

(Den Sidste Viking) Regia e sceneggiatura: Anders Thomas Jensen - Fotografia: Sebastian Blenkov - Montaggio: Anders Albjerg Kristiansen, Nicolaj Monberg - Interpreti: Mads Mikkelsen, Nikolaj Lie Kaas, Sofie Gråbøl, Lars Ranthe, Kardo Razzazi, Bodil Jørgensen, Nicolas Bro, Lars Brygmann, Anette Støvelbæk, Søren Malling - Danimarca, Svezia 2025, commedia, 116’, Plaion Pictures.

Dopo quindici anni di carcere per una rapina finita male, Anker torna in libertà con un solo obiettivo: ritrovare il bottino nascosto. Peccato che l’unico a sapere dove si trovi, sia suo fratello Manfred, che nel frattempo ha sviluppato un disturbo mentale… è convinto di essere John Lennon! Per recuperare il tesoro e il rapporto con il fratello, segnato da una terribile cicatrice che affonda le radici nel passato, Anker si lancia in un’impresa folle: ricreare i Beatles e riportare Manfred alla realtà, un brano alla volta.

Attraverso una galleria di personaggi "fuori fase", dominata da un Mads Mikkelsen straordinariamente comico e "keatoniano", (...) Anders Thomas Jensen racconta fragilità umane, auto illusioni e strategie dell'inconscio che non riguardano solo chi ha una patologia conclamata, ma tutti noi. Jensen miscela con precisione e talento il grottesco, la commedia nera e il noir, mettendo sullo schermo l'idea di uno strano ma confortante, socialismo esistenziale: se la sanità mentale è un'utopia e stiamo tutti male, allora non sta male nessuno. Tra citazioni dei Beatles e violenza surreale, la via per la serenità passa per l’accettazione della propria identità: anche se questa prevede un elmetto con le corna in testa. (Federico Gironi, www.comingsoon.it)

La via nordica della commedia con black humour si arricchisce di una nuova gustosissima gemma. (...) L'ultimo lavoro di Anders Thomas Jensen diverte, solletica e beffardamente commuove, in un modus narrativo che trova il bizzarro e la comicità nell'assurdo e nella ammiccante parodia del nuovo (in effetti ora non più tanto nuovo) cinema criminale e violento. (…) Una sceneggiatura scoppiettante di trovate per una storia che prende sovente sentieri imprevedibili, peraltro in una catena a suo modo logica, tra killer tarantiniani feroci, sgangherati colleghi di Manfred (compreso lo psichiatra che dice di averlo in cura) con propensioni verso la musica dei Beatles, peculiari inquilini della casa di campagna. Alle spalle però del divertissement con fauna compostamente stravagante, luccica uno spirito libertario e la comprensione partecipata verso quella che potremmo chiamare la generale e collettiva infelicità senza riscatto dell'animo umano. (Massimo Lastrucci, www.cineforum.it)