D’ISTRUZIONE PUBBLICA
mercoledì 3 marzo 2027 - ore 21
Regia e sceneggiatura: Federico Greco e Mirko Melchiorre - Fotografia: Mirko Melchiorre - Montaggio: Federico Greco - Interpreti: Lorenzo Varaldo, Massimo Baldacci, Miguel Benasayag, Fabio Bentivoglio, Marina Boscaino, Franco Coppoli, Paolo Di Remigio, Elisabetta Frezza, Nico Hirtt, Clara E. Mattei, Ugo Mattei, Lucio Russo - Italia 2026, documentario, 97’, OpenDDB.
«Non è vero che con la filosofia e con la storia, col latino e col greco non si mangia. Anzi: si mangia molto meglio e si vive molto di più perché si ha un interesse, un’apertura mentale che permette di collocarsi in tanti ambienti diversi. Se oggi c’è una cosa alla quale stare poco dietro, sono proprio le competenze tecniche perché, appena le hai acquisite, sono già obsolete. È la capacità generale che tu devi acquisire. Poi, dopo, quando andrai in un certo lavoro con un interesse tuo, allora potrai acquisire abbastanza velocemente le competenze specifiche che ti servono.» (Lorenzo Varaldo)
Uno dei punti di forza del film è la sua capacità di suscitare discussioni e dibattiti, in particolare per un punto specifico. Nella scuola attuale vi è un’enfasi su quelle che vengono chiamate le competenze: l’applicazione operativa (anche non meramente materiale) delle conoscenze. Secondo i critici c’è uno spostamento del baricentro in tale senso, per cui i contenuti subiscono una selezione e una limitazione funzionale alla dimensione applicativa. L’importante non sono i teoremi matematici in se stessi: basta ridurli e semplificarli perché l’allievo li possa adoperare “sul campo”. (…) Qualunque adulto abbia concluso il proprio percorso scolastico un po’ di anni fa ed abbia avuto occasione di dare un occhio ai manuali attuali, magari per dare una mano a un figlio o un nipote, è difficile che non noti uno scadimento: più figure, tanti schemi, semplificazione ovunque: il testo delle medie sembra il sussidiario per le elementari di un tempo, e così via. Questo abbassamento generale è dovuto alla marcia trionfale di un pedagogismo condotto in nome di presunte istanze inclusiviste ed egualitarie? Per gli autori del film e degli esperti da loro consultati la risposta tende ad essere affermativa: nel “pacchetto” la logica mercatista, la subordinazione dei saperi alle competenze e il pedagogismo incline a dare un assetto meno severo e forte sono elementi inestricabilmente legati fra loro e correlati al definanziamento e all’irruzione della competizione tra istituti. La loro critica non risparmia la digitalizzazione in ambito didattico. Il tema è complesso, e un merito impagabile del film - riconosciuto anche dai suoi critici - è quello di aprire un dibattito su basi serie. (Matteo Bortolon, www.lafionda.org



