Suburbana Collegno

BUS 47

mercoledì 24 e giovedì 25 marzo 2027 - ore 21

(El 47) Regia: Marcel Barrena - Sceneggiatura: Marcel Barrena, Alberto Marini - Fotografia: Isaac Vila - Montaggio: Nacho Ruiz Capillas - Interpreti: Eduard Fernández, Clara Segura, Zoe Bonafonte, Salva Reina, Óscar de la Fuente, Betsy Túrnez, Vicente Romero, Carlos Cuevas, Carmen Sansa, David Verdaguer, Aimar Vega, Lolo Herrero – Spagna 2025, 110’, Movies Inspired.

Barcellona, 1978. Durante la Transizione Democratica, il Consiglio Comunale, nel totale disprezzo verso le comunità di immigrati, afferma che gli autobus non possono raggiungere il quartiere Torre Baró, a causa delle strade troppo strette e pericolose. Manolo Vital, residente del quartiere e autista della TMB, decide di dirottare un autobus della linea 47 per dimostrare che le autorità si sbagliano e protestare in nome del cambiamento sociale. La vera storia di come un uomo, semplice, un uomo comune, un autista di bus, abbia dimostrato al suo governo che un cambiamento era possibile e doveroso. Vincitore di cinque premi Goya tra cui il riconoscimento per il miglior film.

Bus 47 non è soltanto il racconto di un atto di dissidenza pacifica o di una lotta di quartiere andata a buon fine: è una riflessione più ampia su ciò che significa vivere insieme, su come la ricerca del bene comune passi attraverso battaglie minuscole e ostinate, spesso lontane dai grandi palcoscenici della politica. Barrena costruisce un cinema che non ha bisogno di alzare la voce per essere politico, un cinema che preferisce seguire da vicino i suoi personaggi, restare accanto a loro sulla pensilina di un autobus che forse non arriverà mai, e poi condividere con loro il sorriso incredulo quando, finalmente, lo vedono salire la collina. E quando lo schermo si oscura, resta la sensazione che il successo ai Goya e in sala non sia solo il trionfo di un bel film, ma anche il riconoscimento di una storia che appartiene a molti: a chi ha lottato perché un quartiere fosse collegato, a chi oggi prende un bus verso il centro senza chiedersi quale conflitto silenzioso abbia reso possibile quel semplice tragitto. (Francesco Puma, www.quinlan.it)

Un solido film politico. Un racconto scevro da qualunque pesantezza ideologica. La cronaca di una lotta (e di una vittoria) col profumo dei sogni degli anni Settanta del secolo scorso. Un ritratto della Spagna più luminosa del post franchismo. Un film che si segue momento per momento senza mai un attimo di noia. Perché anche il cinema più politico, come è questo, può diventare in mano a un bravo regista un cinema vero. (…) Torre Baró, vent’anni dopo la sua fondazione, ancora non ha i servizi. Niente acqua corrente, niente elettricità, niente collegamenti con la città. Manolo Vital non può farsi carico di tutto ma su un obiettivo si impegna con tutte le sue forze: nel quartiere deve arrivare un bus. E se le autorità restano sorde a tutte le sue richieste, dovrà trovare un altro modo. A costo di dirottare proprio il suo amato 47. Girato con le persone del quartiere che hanno interpretato loro stessi o i loro genitori e sono stati prezioso vivaio di memoria e storie, il film racconta una bella storia di rivendicazione dei propri diritti e rende omaggio a un uomo comune, Manolo Vidal, simbolo della possibilità di cambiamento, dell’importanza della lotta collettiva. Interpreti palpitanti e premiati, belle facce vere di gente del popolo, una sceneggiatura brillante e un grande senso di speranza. In tempi bui come quelli che viviamo un film che apre il cuore. (Erica Arosio, Dol’s Magazine