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IL CINEMA DI SHANE MEADOWS

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Con il ciclo mensile di Febbraio, Suburbana presenta le opere più significative di Shane Meadows, uno skinead dietro la macchina da presa.
Il trentanovenne Shane Meadows nasce a Uttoxeter, una cittadina di dodicimila abitanti nella contea di Staffordshire in Inghilterra. Espulso da scuola, Meadows si dedica a molti lavori, dall’aiuto clown al montatore di tralicci. A vent'anni si trasfersce a Nottingham dove si mette dietro alla macchina da presa e, da autodidatta, realizza in un solo anno più di una decina di cortometraggi utilizzando come interpreti gli amici e suscitando l’interesse di produttori televisivi che gli affidano la realizzazione di un mediometraggio. A soli 24 anni gira il suo primo lungometraggio, l’episodio iniziale della “trilogia delle Midlands”, che frutta a Shane il premio FIPRESCI a Venezia 1997.

Col primo film del ciclo presentato a Suburbana, Dead Man's Shoes (2004), viene premiato per la miglior regia dal Sindacato Registi Cinematografici inglese. Segue Northern Soul (2005), un finto documentario che racconta la storia di un uomo lasciato dalla moglie. Nel 2006 realizza This is England, il secondo film del nostro ciclo, premio speciale della giuria al festival di Roma. Pellicola autobiografica, come il regista ha avuto modo di dichiarare in un’intervista.

40% LE MANI LIBERE DEL DESTINO

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Alla proiezione di mercoledì 16 novembre saranno presenti il regista Riccardo Jacopino, lo sceneggiatore Elia Manolo e il presidente della Cooperativa Arcobaleno Potito Ammirati.
Alla proiezione di giovedi 17 novembre sarà presente una rappresentanza dei i lavoratori della Cooperativa Arcobaleno che hanno preso parte al film.

40% Le mani libere del destino è un piccolo film autoprodotto, che mette in primo piano la solidarietà e ci parla di una realtà torinese legata al Gruppo Abele, che attraverso un suo codice etico tenta ancora di mettere al centro il lavoro e le persone che lo svolgono.

La Cooperativa Arcobaleno, conosciuta soprattutto per il progetto Cartesio, è nata nel 1992 per offrire opportunità lavorative a persone provenienti dall'area del disagio sociale, e tenta tra mille difficoltà di mantenere un alto utilizzo di manodopera in relazione al livello di investimenti; di dare ampio spazio ai non specializzati in modo da tenere bassa la soglia di ingresso; di non partecipare a gare su lavori esistenti, a maggior ragione se già svolti da altre cooperative sociali.

Emblematico è lo slogan che possiamo leggere sul loro sito:
"Progettiamo il domani, immaginando scenari nuovi, con sfide e confronti inediti. Non ci fermiamo, ma vogliamo aspettare chi rimane indietro, per andare avanti insieme".

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