Suburbana Segnala

SUBURBANA È VIVA

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Il protrarsi della pandemia rende impossibile iniziare la consueta stagione di Suburban in totale sicurezza.

Per i nostri soci e paer mantenere vivo l'interesse per il cinema, gli spettacoli e la cultura, Suburbana continua offrire ai propri soci le iniziative, gli spettacoli e gli avvenimenti disponibili on-line.


AMERIGO

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Da AMERIGO - Cinema d'Altri Mondi del Nuovi Mondi Film Festival di Valloriate, il più piccolo festival di cinema della montagna del mondo, vi proponiamo:

IL VENTO DEL NORD PUO' ESSERE CALDO

di Aleksei Golovkov(60’). L'eremita, filosofo e pastore di renne Alexander vive da solo da molti anni nel cuore della taiga artica in Yakutia. Centinaia di chilometri di foreste, montagne e tundra sono la sua casa. La sua vita è una lotta senza fine per la sopravvivenza.  

SOTTO LE STELLE FREDDE

di Stefano Giacomuzzi. Ambientato nella Carnia, può sembrare una osservazione della vita in montagna, ma il microcosmo su cui si focalizza è il riflesso di una realtà più ampia e un espediente per parlare della vita dell'uomo, del suo rapporto con gli animale, la natura e soprattutto con il tempo. Come ne ha scritto Franco Piavoli, si tratta di "un film che essenzialmente si affida alle immagini e al suono, ove appunto anche le parole sono suoni e musica della vita e del tempo che scorre ininterrottamente"  

SINEMAHLezioni

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Vi proponiamo una breve serie di pillole che sintetizzano le cinque stagioni più importanti del cinema italiano del secolo passato. Partiremo col cinema del regime totalitario tra le due guerre, per passare al neorealismo, al cinema dell'impegno civile, alla commedia italiana per poi finire, con Moretti, alla fine ironica e nostalgica delle illusioni. Le pillole sono la sintesi estrema di quello che potrebbe essere lo sviluppo dell' argomento trattato attraverso una lezione completa.

Le prime lezioni

LO SCHERMO NERO

 

IL NEOREALISMO

IL CINEMA ITALIANO DELL'IMPEGNO CIVILE

LA COMMEDIA ITALIANA

LE BELLE VOCI DEI NOSTRI DOPPIATORI

CARO DIARIO

SERGIO LEONE, NON SOLO WESTERN ALL’ITALIANA

LUCHINO VISCONTI, UNA STRADA DI CAPOLAVORI

Studiare Visconti significa seguire un percorso artistico ineguagliabile per la varietà delle ispirazioni e delle poetiche, per la finezza delle indagini antropologiche , per la pregnanza degli approfondimenti storici e per il continuo aggiornarsi degli stili e degli approcci estetici. Di fatto inaugura il neorealismo ancora in pieno regime proponendo a un pubblico sbalordito l’Italia misera e senza speranza di Ossessione del 43 e terminerà la sua opera ricorrendo al D’Annunzio dell’Innocente , apparentemente lontanissimo dai suoi inizi ma in realtà altrettanto profondo nell’indagine esistenziale e nella sublime capacità di raccontare il dramma dei singoli nelle torsioni della storia e della società. In mezzo una strada di capolavori che hanno lasciato tracce indelebili nel cinema italiano e non solo e che rimangono punti fermi esemplari di come il racconto cinematografico possa essere strumento di conoscenza, di critica e di indagine storica all’interno di una messa in scena spettacolare ad alta intensità drammatica. Così opere molto diverse tra loro come “Rocco e i suoi fratelli”, “Senso“, “Il gattopardo”, per citarne solo alcune , risulteranno molto diverse tra loro ma condivideranno appieno la prodigiosa intuizione artistica di un cinema sempre lucido sul conflitto dell’uomo con il mondo in cui gli è dato di vivere.  

ORSON WELLES, GENIO RIBELLE

Predestinato dal suo talento precoce a diventare un autore di prima grandezza, troverà sulla sua strada i tipici ostacoli che il sistema hollywoodiano frappone laddove la personalità degli autori risulta eccessivamente dirompente, innovativa, polemica, fuori dalle righe, costosa e poco commerciale. Così il povero Orson che tenterà di ribellarsi dei vincoli e delle limitazioni che per tutta la vita gli verranno posti, di fatto perderà la sua battaglia e non potrà impedire il massacro in fase di montaggio de “L’orgoglio degli Amberson”, i condizionamenti progressivi in altre produzioni e alla fine l’espulsione dal sistema. Sarà una continua ricerca di finanziamenti in giro per il mondo e quando vediamo Welles in qualche parte di generale messicano in un western all’italiana sappiamo che lo stipendio è destinato al proseguimento di qualche suo lavoro incompiuto. E’ in questo modo precario che riesce a completare uno dei grandi capolavori della storia come l’ “Otello” da Shakespeare, ma impiegherà quasi 4 anni per portarlo a termine fra continue interruzioni per mancanza di risorse e relativa ricerca. E pensare che dopo il radiofonico “La guerra dei mondi“ dove lui fu talmente convincente che gli americani scapparono in massa dalle case per la paura degli alieni, la RKO gli diede carta bianca per realizzare qualsiasi cosa avesse voluto portare sullo schermo. E lui giovanissimo genio ribelle, senza peli sulla lingua, prende in mano la cinepresa e comincia a girare come nessuno aveva mai fatto prima, aumentando a dismisura il potenziale espressivo del mezzo, dando vita a un racconto in cui maltratta uno degli uomini più importanti degli Usa, Randolph Hearst, il grande magnate della carta stampata. Era “Quarto potere”, che fece sobbalzare sulla sedia il pubblico, la critica, i dirigenti della RKO, l’intera Hollywood. Sobbalzò anche naturalmente, il potente Randolph, ma per motivi diversi dall’ammirazione, come è facile immaginare.  

INGMAR BERGMAN, LO SPECCHIO E L’ANIMA

Se c’è un regista in grado di dimostrare la grande creatività del nostro popolo, anche e soprattutto quando messo alle strette, questo è certamente Sergio Leone, esempio perfetto di mestierante dotato di intuizioni, di sensibilità artistica e di coraggio, capace di apprendere dall’esperienza e di configurare un percorso di crescita strabiliante. Aiuto regista per molti anni di nomi autorevoli del cinema del dopoguerra, pur di cimentarsi con la regiL’opera di Bergman è una grande ricerca di senso della esistenza umana laddove, per innumerevoli motivi, viene a mancare il sostegno dei valori tradizionali della religione, delle famiglia, della società ordinata che la modernità ha provveduto a svalutare, rendendoli inidonei a quell’equilibrio di cui l’essere umano ha sempre bisogno. Una indagine nell’anima spaesata di una civiltà e di una coscienza individuale che non sa più rispondere ai temi di fondo, le ragioni e il senso del nostro transitare nel mondo e l’accettazione della morte, privata dell’aldilà. Così i personaggi di Bergman vivono la solitudine esistenziale di chi non trova risposte e faticosamente tenta di riscoprire il piacere del vivere anche laddove manca una finalità più elevata. Meraviglioso in questo senso sarà il suo capolavoro “Fanny e Alexander” del 1982 in cui Bergman, fatti i conti e accantonate le certezze di un tempo come il rigido moralismo religioso o l’autoritarismo paterno, superato dunque ogni tormento, libera un inno alla vita che va colta così come è, senza cercarne necessariamente un senso . E’ lo spirito dei bambini che scoprono il mondo restandone affascinati per ciò che è e non per il suo significato e così facendo provano tutte le emozioni del caso come fossero immersi in qualcosa di magico. Un percorso artistico di rara profondità concettuale che il grande regista svedese realizza però avendo ben presente che il cinema si rivolge a un pubblico vasto, per cui anche i temi più complessi devono avere capacità di suggestione, di coinvolgimento emotivo e quindi di spettacolo. Il cinema di Bergman anche quando impegnato a riflettere sui grandi interrogativi dell’umanità lo farà sempre evitando gli enigmi ma anzi con la leggerezza di racconti, vicende , dialoghi comprensibili e stimolanti , che sentiamo vicini alla nostra quotidianità , oppure utilizzando simbologie suggestive che restano nella memoria per sempre , a partire dalla celebre partita a scacchi di quel “Settimo sigillo” che lo ha fatto conoscere al mondo.  

IL CINEMA SI FERMA? L’IMMAGINE SI ANIMA!

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E’ il primo concorso al mondo senza vincitori e senza vinti, rivolto alle classi della scuola primaria e secondaria di I grado di Collegno, Grugliasco e Rivoli, promosso dalla rete Sinemah, che unisce 14 sale e festival fra Piemonte e Liguria. Poiché il cinema sta andando un pò a rilento, ma la fantasia e l’immaginazione non si devono fermare mai, il concorso intende mantenere vivo il legame con i film visti in sala, quale luogo di socializzazione e crescita personale, attraverso la creatività delle scuole.

Il concorso è rivolto alle classi quinte della scuola primaria, a cui chiediamo di preparare un disegno con qualsiasi tecnica, anche mista o digitale, con formato minimo A4 e massimo A3 avente come soggetto “UN RICORDO DEL CINEMA” (di fantasia od anche di un film visto al cinema).
Alle classi delle scuole secondarie di I grado, invece, proponiamo di produrre un elaborato con soggetto “IL CINEMA CHE VORREI“ in formato minimo A4 e massimo A3, sviluppato con tecnica mista (disegno, tempere, collage, pennarelli, ecc… non pastelli o acquerelli ma anche digitale) e che diventerà un manifesto per la riapertura dei cinema.   

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Gli elaborati saranno ritirati entro il 30.11.2020 da un nostro incaricato e consegnati alla giuria composta dal direttivo di SUBURBANA e da un rappresentante di ogni scuola. Per aderire all’iniziativa, inviare una mail a: info@suburbanacollegno.it, per informazioni telefonare al 335 7294804.  

MODALITA’ DI PREMIAZIONE
Verrà premiata la classe con il maggior numero di elaborati selezionati con premi non in denaro (in corso di definizione). Gli elaborati prescelti verranno affissi in una piccola mostra presso la nostra sala, alla riapertura dei cinema e diffusi sui nostri social (Facebook, Instagram, sito internet delle sale). Mostra e cerimonia di premiazione si terranno a metà dicembre 2020. Per ogni sala di Sinemah aderente all’iniziativa ci sarà un vincitore tra coloro che avranno portato a termine il progetto (con premi ancora in fase di definizione e che verranno comunicati sul sito Sinemah)  

 

 

 

 

 

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